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Correre in gravidanza, sì o no?

Sulla possibilità di correre in gravidanza spesso si leggono pareri discordanti: chi non ci vede nessun problema e chi invece la considera una cosa assolutamente da non fare. Come capita spesso, la verità sta nel mezzo. Se è vero che correre in gravidanza è teoricamente possibile, è vero anche che è un’attività che deve fare i conti con alcuni limiti. Ne abbiamo parlato per il progetto #corrodonna con la nostra Silvia Schiapparoli, mamma, runner e triatleta.

Correre in gravidanza presenta molti aspetti positivi

Facciamo una doverosa premessa: dal punto di vista scientifico non esiste una risposta certa e univoca. Anche per questo la scelta di correre o non correre in gravidanza è molto personale, proprio come per correre con il ciclo. La futura mamma è l’unica che può decidere per se stessa e per il proprio corpo. Correre o non correre in gravidanza ha molto a che fare con le sensazioni soggettive di ogni donna. Quindi, prima di tutto, è bene ascoltare il proprio corpo e, subito dopo, il ginecologo. La corsa in gravidanza è accettabile solo se non esistono rischi per la salute della mamma o del bambino e se è lo stesso ginecologo ad accordare il permesso, indicando eventuali limiti o precauzioni.

Premesso questo, uno dei motivi per cui molte donne in gravidanza decidono di andare a correre è il controllo del peso. In effetti correre aiuta a bruciare grassi, come tutte le attività aerobiche, quindi da un certo punto di vista anche a dimagrire. Più in generale fare attività fisica durante la gravidanza, aiuta non solo a tenere sotto controllo l’aumento di peso, ma anche a prevenire mal di schiena e dolori articolari e a ridurre il rischio di diabete gestazionale.

correre durante la gravidanza
Correre in gravidanza aiuta a controllare il peso e prevenire dolori alla schiena

Ma c’è un però. Non tutti gli sport vanno bene in gravidanza e la corsa, normalmente, non figura tra quelli consigliati.

Perché NON correre in gravidanza?

La corsa ha un discreto impatto sul nostro fisico, dal punto di vista articolare, muscolare/tendineo, ma anche – in quanto attività aerobica – sulla frequenza cardiaca e sulla temperatura corporea. Tutti fattori a cui, in gravidanza occorre prestare particolare attenzione, perché il loro aumento eccessivo e repentino potrebbe nuocere al bambino.

Il primo trimestre, da una parte, è forse il periodo migliore per correre, visto che i più importanti cambiamenti corporei non si sono ancora manifestati. Dall’altra, però, queste sono le settimane in cui il feto si impianta nella cavità uterina, quindi si tratta di una fase molto delicata, in cui non è consigliabile sottoporre il fisico a stress o sforzi eccessivi.

Nel secondo e nel terzo trimestre, il corpo della donna deve fare i conti con notevoli cambiamenti fisiologici, dall’aumento di peso all’abbassamento del baricentro. La pancia, inoltre, inizia a farsi ingombrante. I rischi legati alla prima delicata fase della gravidanza da una parte diminuiscono ma, dall’altra, correre dopo il terzo, quarto mese può non essere semplicissimo. Il peso inizia a fari sentire, soprattutto su gambe e schiena, e il pericolo di una caduta, anche banale non è così remoto.

Più procede la gravidanza più correre diventa difficoltoso

Sport in gravidanza: corsa ma non solo

Riassumendo, se una donna se la sente, se il parare del medico o del ginecologo è favorevole, se fa attenzione a non esagerare con gli sforzi e si preoccupa di tenere monitorati i parametri, sì, può andare a correre anche in gravidanza, specie se siete runner abituali. Non concentratevi sull’obiettivo – poco realistico e nemmeno tanto sensato – di correre allo stesso passo pre-gravidanza: preparatevi insomma all’idea di essere meno competitive. Soprattutto, fate attenzione alle variazioni di battito e temperatura, evitate sforzi eccessivi, così come la correre nelle ore più calde, curate in modo particolare l’alimentazione prima e dopo la corsa e l’idratazione, che devono supportarvi nell’attività.

Per questo Venu e vívoactive 4, i nuovi smartwatch per il fitness di Garmin, potranno venirvi in aiuto. Per una runner abituata agli allenamenti, sarà molto più semplice tenere sotto controllo lo sforzo e adeguarlo alla condizione di neo-mamma. Se invece fino ad oggi non avete mai corso, e magari vorreste iniziare a farlo per non aumentare troppo di peso, o magari siete runner ma non ve la sentite di continuare a correre, non preoccupatevi, le alternative non mancano.

La camminata

Così come la corsa, anche la camminata può essere utile per tenere sotto controllo l’aumento di peso. Non sottoporrete il vostro fisico a sforzi eccessivi e vi garantirete uno spazio giornaliero tutto vostro.

Il nuoto

Il nuoto è tra le attività che si possono fare con maggiore tranquillità durante la gravidanza. Il lavoro in acqua limita il carico su schiena e articolazioni ma vi consente una buona attività aerobica.

Sport acquatici

Se non siete nuotatrici ma l’idea dell’acqua vi piace, potete provare qualche corso di acqua gym e simili. L’importante è che l’attività sia soft, senza stress eccessivo. Diverse palestre hanno corsi appositamente studiati per le donne in gravidanza

Yoga e Pilates

Utilissimi per mantenere un buon tono muscolare e per allungare la muscolatura contratta. Anche in questo caso, assicuratevi che il corso sia adatto alle vostre esigenze. Niente acrobazie, insomma!

Yoga e Pilates, durante la gravidanza, sono buone alternative alla corsa

Insomma, se avete deciso di non correre in gravidanza, le alternative non mancano. Tenersi in forma è assolutamente raccomandabile, ma per Ironman e maratona forse è meglio aspettare il post parto (e comunque, anche se siete agoniste, un periodo lontano dalle gare potrebbe farvi bene). E non pensate che dopo sarà difficile riprendere. La nostra Silvia lo ha fatto e qui trovate i suoi consigli per conciliare la corsa con la famiglia.

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