cos'è il canyoning

PRONTO – BY #XX – La sfida a nuoto di Antonio Barletta

“Volevo regalarmi un’impresa sportiva memorabile per i miei 30 anni ma alla fine questo viaggio è stata l’occasione per apprezzare ancora di più la vita!”.

Quella che vi raccontiamo oggi è la storia del Beat Yesterday di Antonio Barletta, 43 anni, informatico, che ha deciso di sfidare se stesso e i suoi limiti.
E lo ha fatto in acqua, insegnandoci che non è mai troppo tardi per mettersi alla prova e che, anche partendo da zero, si può arrivare molto lontano.

“Per molti anni ho giocato a calcio – ci racconta – poi mi sono infortunato e ho dovuto smettere. Non sono capace però di stare sul divano, così ho cercato uno sport alternativo che fosse a basso impatto, per evitare problemi ai tendini. Ho dovuto escludere bici e corsa e, abitando in Puglia, la scelta è stata naturale. A 30 anni ho iniziato a nuotare, partendo dalla classica scuola di nuoto, con le lezioni base”.

Poco alla volta Antonio si avvicina alle prima gare in vasca. La voglia non manca, ma c’è un problema: la piscina comunale in cui si allena chiude durante l’estate e lui deve trovare il modo di dare continuità alla preparazione.
“Temevo molto il nuoto in acque libere, ma arrivato a quel punto era una necessità, non avevo alternative. Mi sono deciso ad affrontare le mie paure, semplicemente prendendole di petto. Non sono un agonista, ma quando si tratta di sfide personali divento competitivo. Mi sono obbligato a nuotare in mare, fino a che non mi è passata la paura per l’acqua alta. Punta Prosciutto è stata la mia piscina estiva per tre anni. Ho vinto le mie paure, alla fine sono stato più forte di loro”.

Spinto anche da un collega, Antonio si avvicina alle gare in acque libere.
“La prima è stata un trauma: 2,5 km a nuoto e quando sono arrivato gli organizzatori stavano già smontando tutto”.
Antonio però non si fa abbattere dalla prima difficoltà. Anzi: quel risultato diventa la motivazione a fare meglio e a superare se stesso.
“Mi sono dato un obiettivo: partecipare, per i mie 40 anni, alla Capri – Napoli, 36 km in mare”.

La strategia dei piccoli passi

Quando ci si pone un obiettivo ambizioso, la strategia dei piccoli passi è fondamentale e, di solito, vincente.
Meglio concentrarsi su un piccolo passo alla volta piuttosto che pensare a tutti quelli che ci aspettano, perché ogni piccolo passo ci dà lo stimolo per quello successivo e, uno dopo l’altro, possiamo arrivare lontano.

“Ho continuato ad allenarmi e mi sono dato l’obiettivo di aumentare, anno dopo anno, la distanza a nuoto. Per il mio 39esimo compleanno mi sono iscritto al Giro del Lago d’Orta: 27 km. Sempre lì, l’anno prima, avevo nuotato 14 km e non era andata male; conoscevo le acque, quindi potevo provarci”.

Per prepararla Antonio si allena nuotando 30 km a settimana, 5-6 km al giorno.
“Quella è stata la parte più difficile. Non sono un professionista e incastrare allenamenti e lavoro è stato impegnativo. Ogni giorno mi alzo alle 5, alle 7 inizio a lavorare. Alla sera è dura tuffarsi in piscina e nuotare 5-6 km, dividendo lo spazio con altri nuotatori”.

Difficile, ma lui ci è riuscito.

Il Giro del Lago d’Orta

È il 2017 quando Antonio si iscrive al Giro del Lago d’Orta.
Il giorno della gara, insieme a lui c’è Marianna, la sua compagna, che lo affianca con la canoa e lo supporta per i rifornimenti.
“Quel giorno il lago era mosso, con onde e corrente contraria, e anche per lei è stata complicata, non era allenata per pagaiare così tante ore consecutive, è stata la prima volta in cui si è messa alla prova su una distanza così lunga”.

Per completare il giro del Lago, Antonio ha impiegato 9 ore e 24 minuti, conquistando il secondo posto di categoria.
“Quel giorno ho superato il mio limite. È stato il mio Beat Yesterday”.

L’anno dopo, una nuova sfida: i 32 km della traversata Capri – Ercolano.

“Ho ripetuto lo stesso iter di preparazione. Ancora una volta al mio fianco c’era Marianna, che però in quell’occasione ha potuto stare più comoda, in barca”.
“Non è andata come speravo: su dieci partecipanti solo due hanno completato la traversata, mentre noi altri siamo stati costretti a ritirarci perché oltre il limite di tempo”.

Ma, anche in questo caso, non c’è difficoltà che non possa trasformarsi in un nuovo stimolo.

“Nell’ultimo anno e mezzo non ho potuto fare gare, ma ora sto riprendendo la preparazione e vorrei sfidarmi su una distanza ancora più lunga. E chissà, magari una gara così potrei organizzarla io, in Puglia. Da semplice passione, infatti, il nuoto è diventato anche un secondo lavoro: oggi i tour operator mi contattano per proporre ai clienti dei percorsi a nuoto nel nostro mare”.

“Se c’è una cosa che questa esperienza mi ha insegnato, è che la vita è una sola e va vissuta a pieno, sfruttando ogni singolo giorno, vivendo anche per chi non ha le stesse possibilità”.