Garmin inReach: l’SOS numero 3000

Guillaume Hullin è un freelance e lavora nel campo della information technology a Malmö, in Svezia. Ama trascorrere il tempo libero all’aria aperta, per ricaricare le energie prima di tornare al lavoro. Durante i suoi viaggi, Guillaume racconta le sue avventure attraverso video, foto e un diario di viaggio.

Nel mese di ottobre 2018, Guillaume ha intrapreso una spedizione, zaino in spalla. L’obiettivo? Catturare le bellezze del paesaggio svedese e condividere video per offrire a tutti una reale prospettiva dell’ambiente incredibile di questa regione del Nord, in autunno.

Ma qualcosa non è andato secondo i piani. Guillaume non ha tenuto conto di una lezione che invece avrebbe dovuto aver fatto propria da tempo: le condizioni meteo possono nascondere molte insidie, in autunno inoltrato.

Stabilire un piano di comunicazione per la sicurezza

Guillaume, che ha scelto Garmin inReach Mini per rimanere in contatto con la sua fidanzata durante il viaggio, ha condiviso la sua traccia e inviato messaggi attraverso il portale MapShare. Così ha potuto aggiornare costantemente famigliari e amici sull’avanzamento della spedizione.

“Garmin inReach è un dispositivo molto divertente – ha detto -, ma soprattutto utilissimo per coinvolgere i miei cari durante le escursioni”, dice Guillaume. “Rimanere in contatto e scrivere messaggi, anche dove la copertura cellulare è assente, non ha prezzo, quando sei bloccato nella stessa posizione per diversi giorni” .

Aveva anche stabilito un piano per inviare un messaggio di controllo in un momento preciso della giornata al suo contatto di emergenza, un buon amico in Svezia che ha esperienza di outdoor e, in precedenza, aveva guidato una squadra di ricerca e soccorso. Se il messaggio non fosse stato inviato, il suo contatto di emergenza avrebbe dovuto allertare i soccorsi.

Durante la spedizione, poi, Guillaume ha usato il suo InReach come un vero e proprio telefono satellitare per comunicare via messaggio con gli escursionisti che incontrava sulla strada, desiderosi di fargli sapere che erano tornati a casa sani e salvi.
Ha anche sfruttato il dispositivo per comunicare con la moglie di un escursionista con cui ha condiviso due giorni di viaggio. “Era molto sorpresa di ricevere il messaggio”, ha detto Guillaume, “ma felice di sapere dove fosse suo marito e che il ritardo di qualche giorno era solamente dovuto a un tempesta che si era abbattuta in quella zona”.

Garmin inReach: indispensabile quando si è isolati

Guillaume ha sempre apprezzato che in un paese come la Svezia ci si possa muovere in liberà e accamparsi ovunque, ma ha anche imparato quanto la montagna possa essere pericolosa, specialmente fuori stagione. Ha pianificato il suo viaggio scrupolosamente, senza lasciare nulla al caso, preparato al peggio ma sperando per il meglio. Tuttavia, appena raggiunto il Sarek National Park, ha realizzato che l’inverno era ormai alle porte e che la neve sarebbe stata un problema. Il repentino cambiamento del meteo e l’errore di non portare con sé le ciaspole, si sono rivelati ostacoli difficili da superare.

“Ero nella mia tenda – racconta -, in mezzo a una tormenta ed era impossibile uscire: affondavo nella neve. Il mio contatto per le emergenze era dell’idea di venire a recuperarmi subito, e aveva ragione, perché ero intrappolato, ma ero pronto a resistere alla tempesta e preferivo aspettare qualche giorno che la neve si sciogliesse, cercando di cavarmela da solo”.

Dopo cinque giorni nella stessa posizione in attesa di un miglioramento, però, le scorte di cibo sono iniziate a scarseggiare. Guillaume ha provato a uscire diverse volte, ma la neve alta non gli permetteva di camminare senza ciaspole. Come se non bastasse, il bollettino meteo indicava un’altra tormenta in arrivo nelle 24 ore successive. “A quel punto non avevo alternative: qualcuno doveva venire a recuperarmi”.

La richiesta di soccorso

Ha premuto il tasto dell’SOS alle 2.30 del pomeriggio. Il servizio di soccorso GEOS ha risposto in 2 minuti e Guillaume ha comunicato che era bloccato e che aveva scorte di cibo solo per un altro giorno, due al massimo. Un minuto dopo, GEOS ha confermato di aver ricevuto tutte le informazioni e di avere già attivato la procedura per il recupero.

Guillaume è rimasto al sicuro nella sua tenda, dopo aver fissato la bandiera della Francia per rendersi più visibile ai soccorritori. In meno di due ore ha ricevuto un messaggio dalla Polizia svedese che lo avvisava dell’elicottero in arrivo.

Anche il pilota dell’aereo è rimasto sorpreso dalla precisione con cui Garmin inReach ha identificato e trasmesso la posizione di Guillaume. “Hanno volato sopra le montagne prendendo come riferimento zone molto ampie, perché solitamente la posizione rilevata dal GPS è approssimativa. Questa volta, invece, è bastato inserire le coordinate inviate da GEOS per avere il punto esatto della mia posizione”.

Dopo questa brutta avventura, conclusasi però fortunatamente nel migliore dei modi, Guillame non ha perso la voglia di esplorare la Svezia e le regioni del Nord. Potete seguire le sue avventure su MapShareInstagramFacebook, o vedere I suoi video sul canale YouTube.

NOTA: Le giurisdizioni di alcuni Paesi regolano o proibiscono l’uso delle comunicazioni tramite dispositivi satellitari. È responsabilità dell’utente conoscere e seguire le norme applicate nei paesi in cui il dispositivo è destinato all’uso.

 

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