Cosa Sapere Prima di Partecipare a una Regata

Durante tutto l’anno, ma in particolar modo da primavera a ottobre, i nostri mari si popolano di barche a vela e di manifestazioni e regate rivolte a skipper esperti o semplici appassionati. Si tratta di appuntamenti aperti a imbarcazioni di differente categoria e stazza che si svolgono in flotta e che offrono l’occasione anche a chi è abituato alla vela da crociera per mettere alla prova la propria barca e le proprie capacità al timone. Quali aspetti è necessario curare per affrontare una regata d’altura con una barca non performante, ovvero non realizzata specificatamente per prender parte alle competizioni?

Regata d’altura: cosa c’è da sapere

Per chi decide di accettare la sfida del mare e degli avversari due elementi sono assolutamente imprescindibili: la documentazione che testimonia l’idoneità dell’imbarcazione e dell’equipaggio e un’adeguata conoscenza del Regolamento di Regata. Se per il primo aspetto è obbligatorio attenersi scrupolosamente alle indicazioni previste dalla Federazione Italiana Vela, che includono certificato di stazza, numero velico, tesseramento e assicurazione dei regatanti, per il secondo occorre invece essere in possesso di una conoscenza approfondita che, insieme all’esperienza, permetta all’equipaggio di affrontare l’impegno al meglio, con consapevolezza di ciò che accade e in totale sicurezza. Ma vi sono altri elementi, di ordine più pratico, che caratterizzano una regata e meritano di essere preparati con cura. Eccoli di seguito.

Preparazione della barca
La perfetta efficienza dell’imbarcazione può fare la differenza tra un’esperienza frustrante e una giornata appagante e carica di soddisfazioni personali. Uno scafo curato e privo di incrostazioni e attrezzature di coperta perfettamente efficienti sono condizioni essenziali per partecipare a una regata d’altura e provare a spingere la propria barca al limite delle sue performance. Vele adeguate ed integre e un’adeguata strumentazione elettronica aiuteranno ad affrontare le prove che man mano si incontrano nel percorso.

La partenza
Nelle ore che precedono la partenza di una regata skipper ed equipaggio sono impegnati a osservare le condizioni meteo, la direzione e la forza del vento e a studiare una strategia vincente. Ma è solo nei minuti che precedono il via che la competizione entra davvero nel vivo: in questa fase le barche mettono in atto tattiche e manovre per cercare di avvantaggiarsi, tagliare la linea di partenza in contemporanea con lo start alla massima velocità e dal lato prescelto, e avanzare di bolina nelle migliori condizioni.

Il lato di bolina
La partenza in una regata avviene controvento: il primo banco di prova è quindi rappresentato dalla navigazione di bolina, una modalità che consente di risalire verso la boa che delimita la parte superiore del campo bordeggiando, procedendo cioè a zig zag, grazie al fenomeno della portanza che si genera dalla differente pressione esercitata dal vento sui due lati della vela. Le continue virate e la necessità di cercare la via più breve per arrivare alla boa mettono alla prova anche gli equipaggi più esperti, sempre alla ricerca delle zone con vento più favorevole per doppiare la boa per primi e iniziare la discesa verso la linea d’arrivo.

cosa sapere prima di iscriversi a una regata

Le andature portanti
Lasciata dietro di sé la boa è il momento di navigare col vento in poppa, sfruttando le cosiddette andature portanti. Se nel senso comune questo modo di dire indica la possibilità di procedere senza problemi ed ostacoli, nel campo prettamente velistico le andature portanti rappresentano un banco di prova severo per i contendenti. Lasco, Gran Lasco e in Poppa sono utilizzate quando si supera la navigazione di traverso, ovvero quando la prua si allontana dal vento e l’angolo formato dalla direzione da cui questo soffia e dall’asse longitudinale dell’imbarcazione supera i 90°. È il momento di prestare ancora maggior attenzione al timone e di curare in maniera maniacale la direzione del vento scegliendo e lascando le vele più adatte, perché la barca, che può procedere a velocità sostenuta, è soggetta a sbandate e deve essere governata con estrema sensibilità.

Il Match Race
Abbiamo visto finora gli aspetti principali che caratterizzano una regata di flotta, composta cioè da un numero variabile di imbarcazioni impegnate nel campo. Esiste però un’altra modalità per sfidare gli avversari e il mare sfruttando la forza del vento: il Match Race. Questo termine inglese significa “regata combattimento”, una competizione caratterizzata da una sfida tra due barche uguali in cui vince chi arriva per primo al traguardo. Qui non conta solo, o tanto, andare più veloci dell’avversario, quanto riuscire a dominarlo con strategia e tattica, prevedendo le sue mosse, cercando di anticiparle e mettendolo in difficoltà, nei limiti del regolamento e nel rispetto dello spirito di una sana competizione in mare.