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I principali benefici del plank e i muscoli coinvolti

Il termine plank viene utilizzato per definire un esercizio a corpo libero di tipo isometrico che può offrire innumerevoli vantaggi a livello estetico e posturale. 

Inserito nelle routine di molteplici discipline, dal pilates allo yoga, e nella preparazione atletica di diversi sport, è utilizzato in modo particolare nel fitness e nei circuiti funzionali, dove rappresenta una componente fondamentale dell’allenamento. 

Tuttavia, per ottenere risultati e godere dei principali benefici del plank è importante eseguirlo correttamente e con costanza: gli smartwatch Garmin vi aiutano ad impostare programmi di allenamento personalizzati e a visualizzare le statistiche sulla vostra salute e livello di fitness. Inoltre, vi consentono di tenere traccia dei minuti di attività moderata e intensa, delle calorie bruciate e molto altro ancora, così saprete sempre se state procedendo correttamente verso i vostri obiettivi. 

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Quali muscoli si allenano con il plank

I benefici del plank coinvolgono soprattutto la zona del core, il nucleo centrale del corpo compreso tra torace e bacino, ma interessano buona parte della muscolatura. Oltre agli addominali, in particolare retto, traverso e obliqui interni ed esterni, infatti, i muscoli coinvolti nel plank sono schiena, gambe e glutei. Nello specifico: 

Non dimentichiamo che, sebbene si inserisca tra gli esercizi isometrici per gli addominali, con il plank è possibile tonificare anche la muscolatura delle spalle, del petto, braccia, glutei e cosce, dunque trapezio, deltoidi e pettorali, quadricipiti e bicipiti femorali. 

5 benefici del plank da conoscere

Proprio per la capacità di coinvolgere e attivare buona parte della muscolatura del nostro corpo, i benefici del plank riguardano innumerevoli aspetti. In particolare, questo esercizio: 

Ora che abbiamo visto nel dettaglio i principali benefici del plank e i muscoli coinvolti, non ci resta che capire come eseguirlo: ecco alcune regole per non sbagliare ed evitare infortuni. 

muscoli coinvolti plank

Come fare il plank: esecuzione corretta e varianti

Per capire come si fa il plank correttamente è importante rispettare alcune regole fondamentali, sia nella sua esecuzione classica che nelle innumerevoli varianti. 

Nell’esercizio classico la posizione di partenza è molto simile a quella del push up, con appoggi sulle punte dei piedi, avambracci e gomiti: per eseguirlo correttamente, a piedi uniti, è necessario allineare testa, spalle, tronco e bacino, che dovranno essere dunque paralleli al terreno. 

Mantenendo quindi il bacino in retroversione è necessario contrarre l’addome e i glutei per evitare di andare in iperlordosi: se si è principianti è possibile partire dalla posizione facilitata, ossia con ginocchia poggiate a terra, e focalizzarsi esclusivamente sulle tensioni muscolari percepite per mantenere la posizione il più a lungo possibile, idealmente per almeno 30 secondi o per un tempo massimo sopportabile. 

Oltre alla versione tradizionale, detta anche frontale, l’esercizio può essere eseguito in diversi modi. Vediamo nel dettaglio come si fa il plank nelle sue principali varianti: 

Con una pratica costante ed una corretta pianificazione dei workout è possibile sperimentare tutti i benefici del plank e ottenere miglioramenti nel tempo: gli smartwatch Garmin dispongono di un set completo di funzioni per il fitness che vi aiutano a tenere traccia di ogni allenamento, grazie alle app precaricate per diversi sport e a tantissimi esercizi tra cui scegliere per ottenere il massimo da ogni sessione. artwatch Garmin dispongono di un set completo di funzioni per il fitness che vi aiutano a tenere traccia di ogni allenamento, grazie alle app precaricate per diversi sport e a tantissimi esercizi tra cui scegliere per ottenere il massimo da ogni sessione.

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