PENDING – Quattro donne, quattro modi diversi di intendere la corsa: #corrodonna
C’è chi vive il running come un modo divertente e pratico per tenersi in forma, c’è chi, invece, punta tutto sull’agonismo. E c’è chi lo vive come passione, come un irrinunciabile momento per sé da ritagliarsi nel quotidiano. E per voi, cos’è la corsa? Lo abbiamo chiesto a quattro donne Garmin.
Sara Galimberti
1. Come e quando ti sei avvicinata alla corsa?
Ho cominciato a correre a 11 anni, dopo essere arrivata seconda alla campestre della scuola. Mia mamma – runner, che a sua volta aveva fatto atletica da giovane – mi ha convinta a presentarmi a un allenamento in pista a Giussano, il paese dove sono nata e cresciuta. Non che sia scoppiata subito una grande passione: come nelle storie d’amore più belle ci è voluto tempo per conoscerci, tanta dedizione e costanza. Poi è nato l’amore.
Dopo quasi 17 anni ora non posso più fare a meno della corsa, anche se ancora ogni tanto litighiamo!
2. Cosa ti ha dato la corsa in questi anni?
Mi ha dato la possibilità di fare il lavoro dei miei sogni. La corsa è uno sport “povero” e questo si sa, ma quando si ha il coraggio (e l’opportunità) di scegliere la strada che ci rende più felici, a prescindere da tutto, la passione porti inevitabilmente a dei successi e di questo sono profondamente convinta.
Finita l’università ho iniziato il mio percorso da atleta professionista, ma dopo qualche anno ho capito che non mi bastava per crescere e per diventare la persona che voglio essere. Oggi la mia priorità è sempre cercare di correre ad alti livelli ma ho anche iniziato un altro percorso, da coach, che mi sta dando grandi soddisfazioni.
3) Cosa significa oggi la corsa per te?
Oggi la corsa è il mio mondo. La corsa mi ha aiutata a diventare sicura di me stessa, a scoprire potenzialità che non immaginavo di avere. Ovviamente dopo tanti anni le emozioni che provo sono cambiate, non c’e più il sapore della novità quando mi alleno, ma rimane una grande passione e la consapevolezza che ormai non ne possa più fare a meno. Le sensazioni sulla linea di partenza invece sono sempre le stesse, sono felice ed emozionata come se fosse la mia prima gara!
Il Garmin di Sara è il Forerunner 45S
Arianna Bianchini
1. Come e quando ti sei avvicinata alla corsa?
Mi è sempre piaciuto corricchiare, abitando sul lungo mare mi capitava spesso. Poi però, 8 anni fa, mi sono ammalata, un fibroma. Sono ingrassata improvvisamente 20 kg e ovviamente la cosa non è stata piacevole. I medici mi hanno dato due possibilità: operarmi oppure iniziare ad avere uno stile di vita più sano, fatto di un’alimentazione equilibrata e di attività fisica.
Così ho iniziato ad allenarmi con metodo, inserendo anche lavori di velocità, per aumentare il metabolismo. Ora sto bene, sono guarita. Per questo dico che la corsa, in qualche modo, mi ha salvato la vita e continua a salvarmela ogni giorno.
2. Cosa ti ha dato la corsa in questi anni?
Mi ha dato tantissimo. Mi ha dato la forza di superare le difficoltà, la grinta che serve per capire che ce la posso fare. Quando riesco a portare a termine un allenamento, magari particolarmente impegnativo, mi sento più forte e questo mi porta nuovi stimoli per affrontare nuove sfide, anche nel lavoro, nella vita privata.
E poi mi ha dato la possibilità di conoscere nuove persone. E per quanto ami allenarmi da sola, per me è fondamentale condividere la passione per la corsa con qualcuno, con amici che ti spronano e che anche tu aiuti nel momento del bisogno.
3) Cosa significa oggi la corsa per te?
È una valvola di sfogo, un momento della giornata in cui spengo il telefono, mi estraneo da tutto e non penso ad altro.
Spesso quando sono in ufficio e magari devo consegnare un lavoro, un progetto importante e non ho idee, io esco a vado a correre. Immancabilmente, anche se correndo no ho pensato al lavoro, quando torno a casa arriva l’idea giusta!
E poi è un momento di socialità, un’occasione per confrontarmi con gli altri, scambiare opinioni, condividere i pensieri.
Il Garmin di Arianna è il Forerunner 245
Veronica Fabrianesi
1. Come e quando ti sei avvicinata alla corsa?
Mi sono avvicinata alla corsa qualche anno fa, durante la malattia di mio padre. Era un momento difficile e io avevo bisogno di trovare un diversivo, qualcosa che mi aiutasse a staccare la mente. Nella corsa ho trovato questo, e nessun altro sport era mai riuscito a darmi tanto.
2. Cosa ti ha dato la corsa in questi anni?
Mi ha riempito la vita. Mi ha dato l’opportunità di conoscere persone fantastiche, di trovare l’amore e, soprattutto, mi ha insegnato ad ascoltare il mio corpo, che per me è diventato un aspetto importantissimo.
3) Cosa significa oggi la corsa per te?
Significa evadere dalla routine, prendere un momento tutto per me. Con grande fatica, perché gli impegni sono sempre tanti, riesco a ritagliarmi questo spazio, che vivo con estrema semplicità e gioia. Non cerco ossessivamente il tempo, la prestazione, quello che voglio è divertirmi e provare a superare i miei limiti, rispettando però sempre quello che mi dice il fisico. Quindi ben vengano gli obiettivi, ma da vivere con tranquillità.
Il Garmin di Veronica è il Forerunner 245Music
Elisa Adorni
1. Come e quando ti sei avvicinata alla corsa?
Ho iniziato a correre quando ero in Erasmus in Germania. Correvo in compagnia con un gruppetto di amici, ma senza guardare né tempi né distanze. Dopo qualche anno ho cominciato a correre con più costanza, a fare qualche gara, grazie anche al mio ex compagno che faceva parte di una squadra e mi ha introdotto in questo mondo.
2. Cosa ti ha dato la corsa in questi anni?
Inizialmente mi a fatto sentire parte di un gruppo , di un movimento. L’ho vissuta come una competizione con me stessa, con la voglia di migliorarmi e migliorare i miei tempi in gara. Avevo buoni risultati e questo alimentava di più la parte agonistica della corsa, forse anche troppo.
Tuttavia correre è sempre stato anche uno sfogo dalla routine quotidiana, uno spazio che mi faceva stare bene, soprattutto le corsette tranquille fatte tra un allenamento e l’altro.
3) Cosa significa oggi la corsa per te?
Oggi la mia visione della corsa è completamente diversa, la vivo con più spensieratezza, voglio solo partecipare a gare in cui mi diverto, come la corsa nel deserto fatta lo scorso anno nel Negev e quella che mi aspetterà in ottobre nel Sahara. Oppure le gare di trail in cui si abbina la corsa a percorsi sempre diversi immersi nel verde.
Mi piace trasmettere agli altri la passione della corsa attraverso i social ma anche concretamente grazie all’iniziativa in cui mi ha coinvolto Donna Moderna quest’anno: con CorriConNoi ci sono quasi 200 nuove runner a Parma che si incontrano ogni lunedì per allenarsi insieme e che hanno fatto gruppo.
Quindi per me ora la corsa è solo divertimento, uno sport per rimanere in forma e stare bene.
Il Garmin di Elisa è il Forerunner 945.
Qualunque sia il tuo modo di vivere la corsa, c’è un Garmin fatto apposta per te!