BY#19 – Vento in faccia e passione

Quella che vi raccontiamo oggi è la storia del #BeatYesterday di Giuseppe Barlucchi. Grazie alla sua passione per la bicicletta è riuscito a lasciarsi alle spalle un periodo molto difficile della sua vita e a reinventarsi professionalmente. La magia delle due ruote.

Giuseppe è toscano, ha 56 anni, una (quasi) ex moglie e tre figli. È una di quelle persone per cui lo sport è sempre stato compagno di vita, in molto modi diversi.

“Da ragazzino mi dividevo tra corsa, ciclismo, palestra e ovviamente calcio, perché era il 1982, l’anno dei Mondiali e non si poteva non giocare al pallone. Sempre a livello amatoriale, senza ambizioni agonistiche”.

E mentre lui voleva solo fare sport, ci ha pensato il papà a ricordargli che lo studio era più importante. La passione per lo sport praticato e per l’organizzazione di eventi sportivi non lo ha mai abbandonato ma, dopo la laurea in Economia e Commercio, è – come dice lui – “finito a fare il commercialista”.

“Poi, nel 2008, mi è crollato il mondo addosso, sotto il peso del fallimento di una srl a cui avevo fatto da garante. È iniziato un periodo molto difficile: tre figli piccoli, una moglie delusa, un sacco di pensieri disastrosi e il divano come unico amico. Non sapevo più cosa fare della mia vita”.

Ma, come ci hanno insegnato i vostri Beat Yesyerday, è nei momenti più difficili che troviamo un appiglio per risalire.

Si riparte da una bicicletta

“In quella situazione, alla soglia dei 50 anni, mi sono ricordato di un vecchio amore, la bicicletta, e delle cronoscalate che da ragazzo facevo insieme agli amici, dalla fontana in piazza, a Massa, fino su alle terme di San Carlo. Sono sceso in garage e sono risalito in sella. Mi sono buttato di nuovo su quei 5 km di cronoscalata e ho visto che, pur senza allenamento, sono riuscito quasi ad eguagliare il mio record giovanile, con 20 anni di più addosso. Quel risultato mi ha ridato fiducia, ho iniziato a ricaricare le batterie”.

Giuseppe Barlucchi
Giuseppe Barlucchi durante uno dei suoi tour

Da quel giorno, Giuseppe non è più sceso dalla sua bicicletta con cui, ancora oggi, percorre quotidianamente 40-50 km. Tutti i giorni. “Il vento in faccia è una cosa bellissima”.

La bici, però, non gli ha dato solo la voglia di tornare ad allenarsi. È diventata per lui anche un’opportunità di lavoro.

“Nel 2010 avevo fondato una società di organizzazione e di servizi sportivi e ricreativi. Sono passato anche alla e-bike, organizzando ciclotour in Versilia, San Gimignano e Portofino. Dopo tanti sacrifici ho superato anche le difficoltà di quel fallimento e me lo sono lasciato alle spalle. Ora è il tempo della rinascita. A 56 anni, ricomincio da zero. Anche nei momenti peggiori, non dimentichiamo che le energie per reagire ci sono, dobbiamo solo tirarle fuori”.

Qual è stato il tuo Beat Yesterday?

Beat Yesterday non sarà mai l’impresa di cui tutti parlano, non è la vittoria che resterà per sempre nella storia dello sport. Beat Yesterday è la realizzazione di persone comuni che si mettono in gioco sacrificando tempo ed energie per riuscire in qualcosa che la maggior parte delle persone definiscono impossibile. Beat Yesterday non è essere più bravi o più forti di altri, ma avere la volontà di non fermarsi a ciò che si è, per scoprire chi si vuole essere veramente. Questo è Beat Yesterday, questo è essere speciali.

Anche tu hai già superato il tuo personale Beat Yesterday? Vogliamo darti voce, perché tu possa essere di ispirazione e motivazione per tutti gli altri. Raccontaci la tua storia.