BY#17 – Every-single-street

Avete mai sentito parlare di “every single street”? È la sfida che vi porta a correre tutte – ma proprio tutte – le vie di una città, strade chiuse e vicoletti compresi. Ci ha provato, in Italia, Lorenzo Catti. E questo è il racconto del suo #BeatYesterday.

Lorenzo ha 31 anni. Vive in provincia di Varese e fa il meccanico. Sei anni fa ha iniziato a correre per togliersi di dosso qualche kg di troppo e, come spesso accade, alla fine ci ha preso gusto.

“Ho iniziato con le corsette al parco con gli amici poi ho voluto unire la corsa alla mia passione per le camminate in montagna, così mi sono avvicinato al trail e poi alle ultra. Sono la mia dimensione. Ma oltre a questi amori c’è anche il mio cane, Greis, che mi accompagna in ogni uscita ed è arrivato a correre con me anche 50 km. È addestrato per farlo. Si diverte un sacco, in montagna può correre liberamente. Infatti corriamo insieme per la ASD Dog Trail Canicross Lecchese!”.

Lorenzo e il suo cane, Greis

In primavera tutto si ferma

Per una persona come Lorenzo, abituata a correre liberamente in montagna, il lockdown di marzo è stato uno stop forzato molto sofferto. Per lui come per moltissimi altri sportivi appassionati.

“Mi sono dovuto accontentare di correre sotto casa o sul tapis roulant, ma non è la stessa, cosa. Ho cercato, almeno, di abbinare delle iniziative benefiche, che potessero almeno farmi sentire utile e, non appena è stato possibile, insieme al mio amico Lorenzo Santamaria e grazie grazie alla Cusio Outdoor, la squadra di MTB della Val D’Orta, abbiamo percorso in autonomia il tracciato della Ultra Trail del lago D’Orta, nonostante la gara fosse stata annullata.”

Però, non è stato questo il suo Beat Yesterday.

“Per caso, durante uno dei rari momenti di riposo sotto l’ombrellone, mi sono imbattuto in un articolo che parlava della every-single-street, una sfida portata a termine da Ricky Gates a San Francisco. L’obiettivo della sfida è correre tutte le strade di una città. Tutte ma proprio tutte, comprese quelle chiuse o quelle sterrate. Io abito a Caronno Pertusella: non sarà grande come San Francisco, ma perché non provare? Poteva comunque essere una bella sfida!”

D’altra parte, che Beat Yesterday sarebbe, se no?

Quando ti fermi, l’importante è ripartire

Quando Lorenzo ha iniziato ad allenarsi, il Paese si avviava verso nuove restrizioni, “ma per fortuna nel mio Comune si poteva ancora correre”. Certo, tornare a correre in strada, per di più su percorsi ridotti, non è stato semplice, ma ormai la sfida era iniziata.

“Ho iniziato a pubblicizzare l’evento e tutta la città si è sentita coinvolta”.

Non solo la città.

“Io e mia moglie Laura sia molto legati al Nepal, è lì che siamo stati in viaggio di nozze, percorrendo una piccola parte del circuito dell’Annapurna. Il Nepal ci ha lasciato molto e volevo poterne restituire almeno una parte. Così ho deciso di abbinare alla mia sfida una raccolta fondi per la onlus di un amico. Si chiama Bistari Bistari, che significa Piano Piano, e si occupa di gestire un piccolo ospedale a Kalika nella zona più povera del Dolpo”.

È proprio vero che correre fa bene, non solo a se stessi.

Every-single-street

Ma, dopo tutti i preparativi, finalmente, il 21 novembre 2020 arriva il gran giorno del Beat Yesterday.

“Sono partito alle 5 del mattino, non appena terminato il coprifuoco. Non sapevo quanti km avrei dovuto percorrere e quanto ci avrei impiegato quindi ho preferito anticipare il più possibile. Al polso, il mio fēnix 6. Con lui è stato tutto molto più semplice. Non ho badato al tempo o alla velocità ma ho impostato la cartografia, dividendo la città in più parti e con la mappa riuscivo a vedere in quali vie ero già passato e in quali no. Quando la mappa di una singola zona diventava tutta rossa voleva dire che avevo percorso tutte le strade e passavo alla zona successiva”.

Il percorso di Lorenzo registrato con il fēnix 6

“Tornando dopo molto tempo a correre su asfalto, il mio timore era la fatica mentale, più che quella fisica. In montagna i tanti km non contano: il paesaggio te li fa volare in un lampo. Ad aiutarmi ci hanno pensato i miei amici che, nel rispetto delle distanze, hanno condiviso con me alcuni tratti, più o meno lunghi. Qualcuno anche solo per pochi km ma tanto è bastato a non farmi sentire la fatica del percorso. Correndo ha raccolto il tifo di tanti, anche di qualche esercente. Un bar mi ha accolto per un caffè e un panino”.
“E poi c’era mia moglie Laura, che non solo mi ha sostenuto più di chiunque altro, ma mi ha portato tutto quello di cui avevo bisogno: gel, barrette, il cambio di vestiti e il ristoro per il pranzo”.

“Ho concluso la mia ultra davanti a casa, poco prima delle 15.30, percorrendo poco meno di 86km in 8h 40′. Sia le gambe che la testa hanno retto molto bene tutto il tempo e l’arrivo, tra gli applausi dei vicini, anche senza archi o gonfiabili, è stato stupendo”.

“Quello che mi ha riempito più il cuore di gioia, però, è stato sapere dai ragazzi della onlus che grazie alla mia sfida avevano ricevuto parecchie donazioni quel giorno. In quel momento ho capito che non era stato solo un allenamento, non avevo solo fatto quello che amo, ma ero anche stato utile a qualcuno. E questa è stata la soddisfazione più grande. Mi ero riproposto di non correre mai più in strada e prepararmi per questa sfida ha voluto dire reinventarmi completamente, dopo tanta montagna. Ma ne è valsa la pena”.

Qual è stato il tuo Beat Yesterday?

Beat Yesterday non sarà mai l’impresa di cui tutti parlano, non è la vittoria che resterà per sempre nella storia dello sport. Beat Yesterday è la realizzazione di persone comuni che si mettono in gioco sacrificando tempo ed energie per riuscire in qualcosa che la maggior parte delle persone definiscono impossibile. Beat Yesterday non è essere più bravi o più forti di altri, ma avere la volontà di non fermarsi a ciò che si è, per scoprire chi si vuole essere veramente. Questo è Beat Yesterday, questo è essere speciali.

Anche tu hai già superato il tuo personale Beat Yesterday? Vogliamo darti voce, perché tu possa essere di ispirazione e motivazione per tutti gli altri. Raccontaci la tua storia.