InReach Stories: un salvataggio a quattro zampe

Kinga Philipps non è una principiante delle avventure all’aperto. Anzi, la sua vita è un susseguirsi di avventure. Scrittrice, produttrice e giornalista televisiva, ha trascorso gli ultimi 20 anni viaggiando in tutto il mondo, tra immersioni, pesca subacquea, surf, nuotate con gli squali, kitesurf, bungee jumping, immersioni in apnea e mountain bike, solo per citare alcune delle sue avventure.

Il giorno in cui Kinga ha avuto bisogno di un dispositivo di comunicazione satellitare inReach, non era comunque per lei, bensì per il suo cane, Lusha.

Accadde il secondo giorno di un viaggio zaino in spalla, che doveva durare tre giorni ed essere relativamente facile. Lusha, un cane atletico e pieno di energia, era solito accompagnare Kinga nelle sue escursioni. Saltando su alcune rocce vicino a delle sorgenti termali si ferì a una zampa, e Kinga non se ne accorse subito. Dopo poche ore, Lusha cominciò a zoppicare. Kinga controllò i cuscinetti delle zampe dell’animale e vide che in uno di questi c’era un taglio.

Portare a spalla un cane di 36 kg non rientrava tra le opzioni possibili, così Kinga fasciò la zampa ferita di Lusha per fare in modo che arrivasse il più possibile vicino alla fine del sentiero. Da lì a poco Lusha si stese semplicemente a terra e non volle più camminare. Sugli altri cuscinetti della zampa stavano cominciando a formarsi dei tagli, perché Lusha compensava il cuscinetto ferito con un’andatura diversa dal normale.

A quel punto, Kinga si rese conto che aveva bisogno di aiuto. Lusha non sarebbe stato in grado di proseguire oltremodo ed erano ancora nel bel mezzo del nulla.

Kinga corse fino a un campeggio vicino dove trovò due insegnanti e un gruppo di bambini di una scuola del posto. La seguirono con un telo e portarono Lusha al campeggio. Una volta lì, uno degli insegnanti prese il suo dispositivo inReach e si offrì di coordinare le operazioni di soccorso.

“Sono stata molto fortunata, perché la mia alternativa sarebbe stata quella di lasciare Lusha dove si trovava, camminare per altri 8 chilometri e tornare indietro in macchina fino a Ojai dove il cellulare prendeva, per chiamare aiuto. Bo ha scritto un messaggio ai miei amici, che hanno contattato l’ufficio dello sceriffo e la squadra di volontari SAR dedicata alla ricerca e al salvataggio, di Ojai.”

Il giorno dopo sono arrivati i volontari della SAR che hanno aiutato a trasportare Lusha in un posto dove l’avrebbero curata, muniti di una barella con rotelle adatte per tutti i terreni.

“È stato fondamentale per ricevere aiuto in modo rapido ed efficiente. Sono diventata una grande fan di inReach e lo consiglio a tutti i miei amici che viaggiano con lo zaino in spalla”.

Anche per un chi ha una grande esperienza nella gestione del rischio, una cosa da poco può diventare un grosso problema quando ti trovi in zone in cui non c’è ricezione. Può accadere in qualsiasi momento, a te, a un compagno di viaggio, a uno sconosciuto o persino a un cane.