Massimo Fusi e la Northcape – Tarifa: un nuova avventura con Garmin inReach Mini

Un’avventura lunga 7200 km, dal nord al sud dell’Europa, pedalando, in autosufficienza.
È la nuova sfida di Massimo Fusi e nel suo viaggio, anche questa volta, lo accompagneranno i dispositivi Garmin.
Quali?
Ce lo siamo fatto dire da lui.

Massimo Fusi

Massimo, tra pochi giorni partirai per una nuova avventura. Di cosa si tratta?
È la Northcape – Tarifa, una gara di endurance, in bici, che attraversa tutta l’Europa, da Nord a Sud, per un totale di 7200 km, e 70mila mt D+ complessivo, da percorrere in bici, in autosufficienza.
Si tratta di pedalare circa 250 km al giorno, dalla Norvegia alla Finlandia, dall’Estonia alla Lituania, e poi Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Austria, Svizzera, Italia, Francia e Spagna. Ci sono anche due traguardi intermedi, ad Helsinky e a Nizza, ma io proseguirò fino a Tarifa. Saremo da soli, lungo il percorso, non è possibile stare in gruppo né avere assistenza in gara.

Come farai a non… “perdere la bussola”?
L’organizzazione ha messo a disposizione uno strumento di track, per motivi di sicurezza, la traccia, e, per chi non ne avesse uno, un GPS. Io, ovviamente, mi affiderò all’inReach mini per leggere la traccia GPX. Ho usato Garmin inReach anche l’anno scorso al Tour Divide, e mi è stato molto utile: mi ha permesso di comunicare in ogni momento, mandando mail o sms anche quando non c’era copertura GSM.
L’inReach mini non ha cartografia, ma non importa, perché quella è già caricata sul mio eTrexX35 Touch, che avrò con me, insieme all’Edge 1000, fedele compagno in bici e al mio fenix3.

Massimo Fusi

Sei attrezzato. D’altra parte per te non è la prima esperienza del genere, ci hai già abituati a queste imprese.
Quattro anni fa ho tentato, senza troppa fortuna, la Transamerica; tre anni fa la Transcontinental Race, dal Belgio alla Turchia, 5200 km in 16 giorni, e nel 2017 il Tour Divide, dagli Stati Uniti al Messico, in fuori strada.
Sono sempre stato uno sportivo: ho fatto alpinismo, ho corso, sono passato dalle maratone al triathlon, ho concluso 12 Ironman. Per me è normale andare sempre alla ricerca di nuovo stimoli. Anni fa ho accompagnato un amico, Aldo Rock, nella Race across America: mi è piaciuto e ho deciso di programmare una di queste gare ogni anno. È un modo per viaggiare e scoprire posti che altrimenti non avrei la possibilità di vedere. E poi queste gare di endurace sono sempre formative, un insieme di prestazione fisica e viaggio, anche interiore.

Noi seguiremo la sua avventura. E voi?

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