InReach Stories: Luke, il diabete e il Superior Hiking Trail

Quando a Luke Totman, a 15 anni, è stato diagnosticato il diabete di tipo 1, sapeva che non si sarebbe lasciato condizionare da questa patologia. Poco più che ventenne, ha iniziato a coprire lunghe distanze con lo zaino in spalla e nel 2019 ha percorso i 1.127 chilometri del Sentiero degli Appalachi.

“Una patologia preesistente non dovrebbe impedire a nessuno di mettersi in viaggio, divertirsi e cercare di superare i propri limiti, anche in totale solitudine e in aree remote. Bisogna solo tener presente che in circostanze simili, dove il servizio cellulare è limitato, è molto più pericoloso non avere un mezzo di comunicazione o un modo per chiedere aiuto in caso di emergenza”.

È questo il motivo per cui, nell’autunno del 2020, Totman ha deciso di acquistare un dispositivo di comunicazione satellitare inReach.

“Per molto tempo non ho portato con me un comunicatore satellitare perché pensavo che, con il diabete, se ci fosse stata una complicazione, non sarei stato cosciente o in grado di attivare il dispositivo. Ammetto di essermi sbagliato”.

È stato durante la sua seconda escursione in un’area isolata, dopo l’acquisto di inReach Mini, che Totman ha affrontato un’emergenza medica rischiando di perdere la vita.

Mentre percorreva con lo zaino in spalla un tratto del Superior Hiking Trail nel Minnesota, una mattina Totman si è svegliato sentendosi strano. Il giorno precedente aveva camminato per 48 chilometri e registrato di conseguenza delle variazioni nei livelli di glucosio nel sangue. Ma non gli era sembrato tanto grave da dover sospendere l’escursione.

“Quel giorno ho iniziato a camminare e ho subito capito che qualcosa non andava”.

Totman ha trascorso le 4 ore successive riposandosi vicino a un torrente, incapace di mandar giù qualunque cibo o acqua. Pensava di aver bevuto probabilmente acqua contaminata.

“In base a come mi sentivo e al malessere che ho provato nei 3 chilometri dal campo al sentiero, ho usato l’SOS. Ogni chilometro è stato una sfida, e il tempo iniziava ad essere un fattore essenziale”.

Dopo aver attivato un SOS, Totman ha comunicato al personale del Centro internazionale di coordinamento delle risposte di emergenza di Garmin che aveva bisogno di un’ambulanza. Per aiutare Totman a uscire dal sentiero e raggiungere l’ambulanza in attesa è stato inviato un team di ricerca e soccorso composto da volontari.

“Per circa metà del tragitto fino all’ospedale ero di buon umore. Il resto di quel giorno e di quella notte sono un ricordo confuso. Non capivo la gravità della mia situazione”.

Totman era in chetoacidosi diabetica, un’emergenza medica che può condurre al coma o alla morte. Questa condizione spesso insorge rapidamente quando il corpo inizia a scomporre il grasso da utilizzare per l’energia, facendo in modo che sostanze chimiche chiamate chetoni si accumulino nel sangue e diventino velenose. Un’iniezione di insulina non sarebbe bastata. A Totman servivano cure immediate in ospedale.

“Avevo bisogno di una flebo di insulina e di assumere liquidi in tempi rapidi. Qualsiasi ulteriore ritardo avrebbe potuto avere conseguenze terribili”.

Totman si è poi ripreso ed è tornato a fare escursioni a lunga distanza con lo zaino in spalla, e il suo, ormai inseparabile, inReach.

“Grazie a inReach ho potuto chiamare un’ambulanza in una zona in cui il cellulare risultava perfettamente inutile. Senza questo dispositivo, probabilmente, non sarei stato qui a raccontare l’accaduto perché l’unica possibilità di salvezza sarebbe stata continuare a camminare per cercare aiuto”.

Di conseguenza, Totman raccomanda a chiunque trascorra del tempo in aree remote di portare con sé uno strumento di comunicazione efficace.

“Se si soffre di una patologia, o si incontra qualcuno che ne è affetto, il tempo è spesso essenziale ed è indispensabile avere un mezzo per comunicare”.