Perché Hervé Barmasse ha scelto Garmin

Quella con Hervé Barmasse è ormai un’amicizia più che una collaborazione.

Noi seguiamo trepidanti ogni sua impresa, affascinati dal suo amore per l’alpinismo e lui ha sposato la nostra filosofia outdoor, fatta di passione e rispetto per la montagna, di sicurezza ma anche di limiti da superare.

Ecco perché lui ha scelto Garmin e noi abbiamo scelto lui. Garmin il compagno di squadra ideale per raggiungere un obiettivo in sicurezza e condividerlo con gli amanti dell’Outdoor.

La collaborazione con Garmin è iniziata in un momento importante del mio percorso di scalatore; la salita del mio primo 8000 in stile alpino, raggiunto in sole 13 ore contro le 4 giornate mediamente richieste per lo stesso obiettivo, è uno dei primi risultati ottenuti con questo team che unisce la tecnologia alla passione per la natura e lo sport.

L’alpinismo è una disciplina outdoor nella quale, mettendo in gioco le nostre capacità tecniche e atletiche, esploriamo i limiti fisici e quelli mentali in un ambiente severo e spesso pericoloso. Tra le peculiarità che rendono questa attività differente dalle altre troviamo la ricerca del nuovo, l’esplorazione e l’avventura. Quest’ultima, nei suoi tanti significati, in montagna è sinonimo di rischio, incognite e imprevisti.

Non è un caso che ho usato parole come limite, capacità fisiche e mentali, e ambiente severo. Il limite si può superare, le capacità fisiche e mentali si possono allenare, e se ci confrontiamo con un ambiente ostile, dobbiamo ricercare un margine di sicurezza alto, sapendo comunque che, annullarlo, è impossibile.

A questo vanno poi aggiunti gli ingredienti indispensabili che da sempre hanno portato l’uomo a evolversi: la curiosità, la fantasia e la creatività. L’estro di immaginare qualcosa che verrà ma che ancora oggi non conosciamo o non utilizziamo. Con queste premesse nasceva l’alpinismo sul Monte Bianco e con la stessa filosofia, adattata ai tempi moderni, pratico il mio alpinismo, dalle Alpi alla Patagonia, in Pakistan e in Himalaya.

La continua voglia di ricerca del nuovo, mi ha portato non solo a esplorare terre lontane ma anche ad immaginare le caratteristiche del “nuovo alpinismo” quando, nel letto di un ospedale, per ritornare a scalare, potevo contare solo sulla mia motivazione e la forza del mio carattere.

Hervé Barmasse

Che cos’è il nuovo alpinismo?

È un’idea nata a poche ore di distanza dall’operazione alla colonna vertebrale, quando mi sono chiesto se sarei stato in grado di scalare la mia prima montagna di 8000 metri senza passare da una via normale, senza ossigeno, corde fisse e campi preallestiti. In quel momento era difficile dare una risposta. Innanzitutto perché questa combinazione magica, primo 8000, no via normale, no ossigeno, no corde fisse e campi preallestiti, rendeva questa sfida unica, ambiziosa e difficile per chiunque. Inoltre, dovevo rialzarmi dal letto di un ospedale, seguire un lungo percorso di riabilitazione e solo a distanza di mesi iniziare ad allenarmi per raggiungere il mio obiettivo.

Obiettivo che, rileggendo la storia dell’alpinismo himalayano, era quasi impossibile. Ma è stato in quel momento, programmando i giorni, le settimane, i mesi di preparazione che ho capito che l’alpinismo, se paragonato ad altri sport, presentava una grande lacuna. Non esisteva ancora nessun metodo concreto per l’allenamento. Ma se l’allenamento di un atleta non si evolve, come fa una disciplina a regalare risultati migliori?

Facendo un po’ di ricerche in letteratura prima, confrontandomi con preparatori di altre discipline sportive poi, era chiaro che i margini per migliorare in questo settore erano enormi. Ed è ciò che ho fatto, nel rispetto di valori, etica e della montagna in generale.

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