Hervé Barmasse: “Garmin fenix 5, il mio compagno di cordata”

Qualche settimana fa vi abbiamo spiegato le ragioni di una collaborazione, quella con Hervé Barmasse, che affonda le sue radici in una visione comune, nello stesso modo di intendere l’outdoor: passione, rispetto per la montagna, sicurezza e voglia di superare i propri limiti.

Ci siamo scelti a vicenda.

Oggi è lui stesso a spiegarci perché – e come – avere un fenix5 al polso ha cambiato la sua preparazione per affrontare il primo 8mila.

Pur riconoscendo che estro, fantasia, carattere e gestione del rischio sono il vero talento dell’alpinista, bisogna comunque ammettere che senza le capacità fisiche e tecniche non riusciremmo a portare a termine le nostre sfide in montagna. Per questo motivo, per prepararci a obiettivi importanti non possiamo affidarci a un metodo di allenamento empirico. Ne va della nostra sicurezza prima e della buona riuscita dei nostri progetti poi.

Il primo passo da fare potrebbe essere farci seguire da persone competenti in grado di indicarci un percorso, la preparazione più adatta a noi e, al contempo, affidarci a una strumentazione che ci riporti i dati fondamentali sui quali costruire quella preparazione.
Personalmente è quello che ho fatto e, dopo due anni dedicati alla sperimentazione dell’allenamento per l’alpinismo, lo ritengo indispensabile. Così come ritengo indispensabile iniziare a usare un orologio e una fascia cardio in allenamento.

Questi strumenti, regolarmente usati negli sport di endurance, ci permettono di capire quando spingere, quando rallentare, quando riposare, rendendoci consapevoli del nostro valore.

GARMIN fenix5x

Ammetto che all’inizio ero un po’ scettico, ma allo stesso tempo ero curioso e affascinato. Con il Garmin fenix 5 ho potuto conoscere i miei punti di forza e allo stesso tempo capire dove avrei dovuto lavorare maggiormente per migliorare.

A conti fatti, dopo due anni di sperimentazione, i risultati ottenuti sono stati sorprendenti.
Merito della tecnologia? Merito del carattere? Della motivazione? Delle persone che hanno creduto in un’idea e hanno messo a disposizione la loro conoscenza? Difficile dare una risposta.

In molti, soprattutto guardando il risultato ottenuto sul primo 8000 (raggiunto in 13 ore contro i 4 giorni necessari per lo stesso obiettivo), hanno subito parlato di talento, ma io credo che senza un corretto lavoro e tanto sacrificio il talento non possa emergere.

Hervé Barmasse
Inoltre, se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul metodo e l’importanza nell’allenamento, dovete sapere che tra quel letto di ospedale e la cima dello Shishapangma 8027 mt, mi sono fermato ancora per la rottura di un menisco.
Tradotto in numeri significa che: nei 18 mesi nei quali ho sperimentato la preparazione, per quello che io chiamo nuovo alpinismo, 4 mesi sono stati dedicati al riposo assoluto dopo gli interventi, 5 a un programma riabilitativo e solo 9 alla preparazione specifica.

Il metodo e il principio dell’allenamento, funzionano, ma per farlo ci vogliono motivazione, fame e un Garmin fenix 5 al polso.

Hervé Barmasse

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