Cala Cimenti: “Abbiamo fatto una cosa grande”

“E’ tutto così bello che non ci sembra vero”.
E invece Carlalberto Cimenti e Matthias Koenig ce l’hanno fatta davvero: sono saliti sulla cima del Dhaulagiri, a oltre 8mila metri di quota, e poi sono scesi, sci ai piedi.
Solo pochi giorni fa avevano dovuto rinunciare a salire in vetta, per colpa del meteo e delle loro condizioni di salute, però non hanno mollato: hanno deciso di fare un ultimo tentativo e, alla fine, l’obiettivo è stato raggiunto. Bravi ragazzi!

“Abbiamo fatto una cosa grande, sono felice”.
Stanco, provato, ma soddisfatto, il nostro Cala Cimenti ha commentato così la riuscita della sua impresa: è salito in cima al Dhaulagiri, montagna himalayana di 8167 metri e poi è sceso con gli sci, e così anche a Matthias Koenig (Davide Gerlero invece, il loro compagno di avventura, è stato fermato da problemi fisici).

“Gambe, cuore e testa” li hanno portati fin lassù, nonostante il freddo, nonostante la fatica – tanta – e nonostante un primo tentativo di salire in vetta, fallito solo pochi giorni fa. Tra la voglia di non mollare e i rischi di un’ultima salita, ha prevalso la prima.

L’8 ottobre sono ripartiti in direzione del C3. Cala è stato il primo ad arrivare in cima al Dhaulagiri; lì, come aveva promesso a Davide, ha lasciato una foto di Luca, l’amico scomparso in un tragico incidente sul Cervino nel mese di luglio che sarebbe dovuto essere con loro, in questa spedizione.

Una volta iniziata la discesa, Cala ha incontrato Matthias che, partito circa due ore dopo (intorno alle 3.30 di notte) ha deciso anche lui di provarci.

Alla fine tutti e due sono riusciti nell’impresa e sono stati dei giganti, se pensiamo a quante difficoltà hanno dovuto affrontare.
Questo è ciò che accade quando i sogni e la determinazione di un uomo vincono su tutto.
Ora Cala e Matthias sono rientrati al campo base. Stanno recuperando le forze, dopodiché si prepareranno per tornare a casa, con un’indescrivibile gioia in più tra i bagagli.

In queste settimane ci hanno tenuti sempre aggiornati grazie al Garmin InReach che abbiamo dato loro prima di partire, per essere certi che fossero sempre in sicurezza. Per fortuna InReach è servito solo per raccontarci gli avanzamenti, giorno per giorno. Per i dettagli della discesa, comunque, dovremo attendere il loro rientro.

E noi li aspettiamo a braccia aperte!

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