BY#2: Solo Around Sicily

Andrea Barbera, classe 1978 è un siciliano con due grandi passioni: la sua terra e la barca a vela. Nel 2019 le ha unite, portando a termine la sua impresa: Solo Around Sicily.

Solo Around Sicily è il giro della Sicilia in solitario su catamarano sportivo non abitabile di appena cinque metri. 500 miglia spinto solo dalla forza del vento attorno ad una delle isole più belle del mediterraneo ripercorrendo le rotte degli antichi navigatori. Un’impresa sportiva che ha ispirato un docufilm dal titolo “Trecentosessanta” e il premio velista dell’anno 2020.

“Circumnavigare la Sicilia in barca a vela è abbastanza normale, ma con un’imbarcazione così piccola, lunga 5 metri e a 20 cm dall’acqua, non è poi così semplice”.

Ecco la storia del suo #BeatYesterday.

Un momento dei 18 giorni di navigazione

Passione e desiderio

L’amore di Andrea per il mare inizia quando è ancora molto piccolo, grazie al papà, esperto velista. A 15 anni ha già esperienza di campionati italiani, regate e lunga navigazione. È stato a bordo del Moro di Venezia e di altre imbarcazioni storiche, ha portato a termine tre Giri d’Italia in barca a vela e ha navigato il Mediterraneo in lungo e in largo. In poco tempo la sua passione diventa un lavoro e lo porta a fare lo skipper.

“La navigazione in solitario però resta la mia dimensione preferita”.

Così come la voglia di mettersi in gioco, il desiderio di spingersi oltre i limiti, che lo ha portato ad attraversare addirittura l’Atlantico in barca a vela. Così è nato il progetto Solo Around Sicily.

“Volevo riscoprire la mia terra, la mia isola – ci racconta – e come se non per mare?”.

Solo Around Sicily, il progetto

Andrea ha scelto, per la sua impresa un catamarano sportivo, un mezzo che si muove solo a vela, senza motore e senza cabina, lungo circa 5 metri e a soli 25 cm dal pelo dell’acqua.

“È il mezzo più puro per vivere la navigazione, ti permette di stare più vicino al mare, a contatto con gli elementi, l’acqua, il vento. È un’imbarcazione che si può capovolgere da un momento all’altro quindi richiede una navigazione piuttosto impegnativa, perché non si possono mai lasciare il timone e la vela, anche per 12-13 ore ininterrottamente. Serve una buona preparazione tecnica, ma anche resistenza fisica, concentrazione e capacità di gestire la stanchezza”.

Quasi per caso, Andrea ha recuperato, praticamente a costo zero, una barca che stava per essere abbandonata. L’ha sistemata e rimessa in acqua.

“Al contrario di quello che si pensa, non servono grosse cifre per andare in barca a vela. Basta conoscere i materiali e quelli che servono si possono trovare anche a prezzi molto economici, fuori dai canali specializzati. Più di tutto, servono la voglia e la passione”.

Il catamarano di Andrea

Ad attenderlo 500 miglia di navigazione in solitaria, su un’imbarcazione piccola e leggera (pesa circa 75 kg), con uno spazio vitale di circa 2 mq.

“La preparazione ha richiesto sei mesi. Ho iniziato a maggio 2019, con la messa a mare, le prove di scuffia e di ribaltamento, i test per la tenuta dei materiali. Ho pianificato l’alimentazione, le scorte di cibo, che dovevano essere conservate in compartimenti stagni e occupare poco spazio. Ho pianificato la navigazione, prima a computer e poi su carte nautiche. Dopodiché ho trasferito tutto sul GPS, il mio Garmin eTrex. Pur non essendo cartografico per me è comodissimo ed è un ottimo compagno di navigazione”.

pianificazione rotta sicilia
La pianificazione della rotta

18 settembre 2019: l’inizio dell’avventura

“Il 18 settembre sono partito dl club nautico Punta Piccola di San Leone, in provincia di Agrigento. Ogni giorno condividevo la navigazione, con immagini, video, dirette e, inaspettatamente, la notizia si è diffusa in breve tempo, arrivando anche sulla stampa, nazionale e di settore. In tanti, durante le settimane di navigazione, mi hanno invitato come ospite nei loro circoli nautici, ad eventi e conferenze. E in fondo penso che una delle cose più emozionanti di questa impresa, sia stata proprio la possibilità di emozionare altre persone, anche chi non ha mai messo piede su una barca a vela”.

Durante la navigazione Andrea è sempre stato da solo.

“Non è mai stato un problema. È il mio mondo, la mia dimensione ideale, quasi onirica. Quando sei solo devi avere per forza fiducia in te stesso, devi essere consapevole dei tuoi mezzi e delle tue capacità, devi sapere quali sono i limiti oltre cui puoi spingerti. Non puoi fare affidamento su nessuno. Sei tu il tuo unico supporto”.

Andrea ha pianificato così accuratamente il viaggio che sapeva bene cosa lo aspettava.

“Ero completamente autosufficiente, anche per far fronte ad eventuali guasti o problemi con il catamarano. Lo avevo reso praticamente inaffondabile, utilizzando delle bottiglie di acqua vuote e chiuse, ma ero attrezzato con un bidone con cui abbandonare la barca nel caso in cui fosse successo il peggio. Ero preparato ad ogni imprevisto, ad ogni eventualità. Qualcuna si è verificata – per fortuna non tutte – ma non ho mai pensato di mollare, nemmeno nei momenti più difficili”.

Come il passaggio nello stretto di Messina.

“È stato quello più critico, per via delle correnti, della vicinanza alla costa, del traffico di navi e imbarcazioni. Non avevo un motore su cui poter contare per cambiare rotta, dovevo calcolare tutto con estrema precisione. Il momento più bello? L’arrivo, il 15 ottobre. Nel punto esatto da cui ero partito più di un mese prima. C’erano tante persone ad attendermi, tra cui mia figlia. In quel momento ho capito che davvero ce l’avevo fatta e la gioia è esplosa”.

L’impresa è valsa ad Andrea il riconoscimenti del Coni per merito sportivi e il premio come Velista dell’anno 2020 del giornale La Vela, la rivista di settore che ha distribuito sul suo canale YouTube il docufilm della sua avventura.

E adesso…?

Lo spirito #BeatYesterday di Andrea non si è certo esaurito con il suo arrivo ad Agrigento.

“Sto già pensando alle prossime sfide, una su tutte la prima traversata in Kitesurf del canale di Sicilia, da Mazara del Vallo a Kelibia in Tunisia. Un percorso di 85 miglia di mare aperto, spinto solo dalla forza del vento. In un periodo in cui si alzano muri e si dividono i popoli, mi piacerebbe poter unire simbolicamente l’Europa e l’Italia al continente africano”.

“Nel frattempo, sto lavorando perché la Solo Around Sicily diventi una regata vera e propria, che permetta di riscoprire, navigando la mia bellissima terra. Il recente lockdown ha complicato le cose ma è un sogno che non ho ancora abbandonato”.

Sognate, sognate sempre.
#BeatYesterday.