Zermatt Marathon 2013 – La Gara

Dopo una fatica estenuante e una sofferenza mai provata, Sabato ho corso e concluso con grandissima soddisfazione la Zermatt Marathon 2013, una delle più dure maratone alpine in Europa. Non so descrivere la gioia e la soddisfazione per la mia impresa personale, ma sicuramente si è trattato del momento più importante della mia vita sportiva. La prova, una maratona con 2000m di dislivello positivo, si presenta come durissima. Già alla partenza è possibile notare che di sprovveduti e di podisti improvvisati non ce ne sono.

DSCN0533 DSCN0545 DSCN0549

Per una fortunata coincidenza sono stato estratto tra coloro che si sono iscritti prima e inserito nella lista di partenza dei Top Runner: un onore ma anche un onere, visto che per stare in piedi ci sarà da sgomitare almeno fino al primo km. La partenza si rivela da subito uno shock: i Top volano leggeri e io tento di non sfigurare ma tenere il loro passo è impossibile. I primi 5km sono da subito molto impegnativi e le gambe sono già ben sollecitate.

DSCN0553

Dopo il passaggio a Herbriggen la salita si fa leggermente meno intensa e i muscoli respirano e mi danno la possibilità di correre sciolto fino al 10km a Randa e addirittura di fare lo spavaldo fino a Tasch, al 15km. Mi sento forte e preparato i battiti sono a posto il ritmo è quello che voglio tenere, brillante data la salita, ma senza sprecare troppe energie, che saranno fondamentali nella seconda parte di gara. Tra Tasch e Zermatt comincia il vero e proprio sterrato, che è solo un assaggio di quello che mi aspetterà in seguito. Tra sentieri stretti, impossibilità di sorpassare e il rumore dei due elicotteri che sorvegliano la gara arrivo a Zermatt, a metà gara in 2:10:00! Veramente ottimo per me visti i 500m secchi di dislivello con cui erano conditi i primi 21km.

DSCN0559

Nella cittadina svizzera, mi prendo come gli altri atleti, integratori sali e acqua oltre a una dose di incitamento che gli abitanti del posto sono ben lieti di dare. Non mi rendevo conto che da lì in poi ci sarebbe stato l’inferno: nella seconda parte di gara ci sarebbero stati 21km e 1500m di dislivello. Da Zermatt, a 1616m, arrivo a Patrullarve al 28,8 km a 2000m. Il fiato è ok, il morale è alto ma le gambe sono di legno. Correre non è possibile, le pendenze arrivano fino al 17%, come mi segnala il mio Fenix, e tutti gli atleti (anche quelli veri) cercano di mantenere il passo più svelto che possono fino a Leisee, al 34km circa dove il percorso ci fa un po’ respirare e ci permette di ammirare lo stupendo lago alpino.

20x30-ZMAB1737

Approfitto della leggera discesa per cercare di ricominciare a correre in maniera decisa, ma le gambe sono a pezzi. Mi conforta vedere che anche gli altri sono lessi. Un ragazzo svizzero davanti a me barcolla vistosamente, sembra esausto, allora gli cedo uno dei due gel che mi ero preso al ristoro precedente. Anch’io sono stanco ma sento l’odore dell’impresa. Arrivo deciso fino a Riffelalp al 39,7km. C’è l’ultimo ristoro prima degli ultimi 2,5km di salita. E che salita. Nei primi 500m il Fenix arriva a toccare il 20% di pendenza poi si assesta sul 18%. Sono senza energie ma riesco a condividere la stanchezza con Piero, un ragazzo di Bologna, anche lui stravolto dalla stanchezza.

20x30-ZMAA1361

All’ultimo km ci arrivo stremato, ma ad aspettarmi vedo mio padre lungo il percorso che mi porge una bottiglia d’acqua, e non è un miraggio è reale. Sento di avercela fatta manca solo 1km. Guardo il Fenix e vedo che il tempo è meglio di quello che potessi mai sperare alla vigilia: posso stare sotto le 6 ore! Da lì è come se una scarica di adrenalina mi riaccendesse il motore.

20x30-ZMAD1746

Quasi incredulo ricomincio a correre, ci sono ancore un paio di salite impegnative ma ormai anche le gambe vanno in automatico: recupero su cinque persone che avevo davanti e allo “scavallamento” dell’ultima salita vedo il traguardo.

DSCN0582 DSCN0583

Gli ultimi 200m li faccio urlando ed esultando e lanciandomi a tutta nello stretto sentiero che porta al traguardo.

20x30-ZMAC184020x30-ZMAC1841

Alè! Ce l’ho fatta! La mia personale impresa mi riempie di gioia e passo il traguardo con un passo caricaturale, da cartone animato, come mi ha fatto notare la mia Isabella.

DSCN0584

Chiudo in 5:54:07 la mia prima maratona alpina e la mia sesta maratona dell’anno. Ho sputato l’anima fino all’ultima riserva di energia, ma mi sento vivo come non mai. E continuo a sognare…

Un ringraziamento particolare a mio padre che mi ha accompagnato in quest’avventura indimenticabile e a mia madre e alla mia Isabella che mi hanno seguito da casa.

Un saluto agli amici della TRC Traversetolo e a Sergio Gozzi: non sono potuto essere alla vostra gara ma spero che siate orgogliosi del vostro atleta.

20x30-gene0003

 

Condividi