Un esordio nel mondo del triathlon a dir poco mozzafiato

La mia prima gara di triathlon non è stata esattamente come me l’aspettavo. Non ci sono scusanti o attenuanti, ho sbagliato tutto fin dai primi metri, pagando un po’ di pivellaggine.
Volevo godermela, portare a termine la competizione nella splendida cornice di Sirmione senza strafare. L’avevo già fatto diverse volte in allenamento, si trattava solo di replicarlo, apportando qualche variabile e qualche incognita che alla fine si sono rivelate determinanti per l’esito finale.

Entrato nel lago, sono bastati pochi istanti e stavo già bevendo, prendendo schiaffoni da ogni parte, calci e arpionate alle caviglie.

da quel momento il buio…

Il mio cervello aveva smesso di funzionare, non riuscivo più a gestire la situazione con lucidità quindi il respiro piano piano è diventato sempre più affannoso, le pulsazioni crescevano a dismisura e la sensazione che prevaleva era quella di panico.  Mi stavano passando tutti, qualcuno anche sopra.
Non riuscivo a riprendere a nuotare, in più la muta sembrava si stesse stringendo al punto che me la sarei strappata via.

Ci sono voluti più di 10 minuti prima di fare pace con la mia testa e placare tutte le pippe mentali, 10 minuti di stili misti compreso il famosissimo cagnolino. Ritrovata la concentrazione sono sopraggiunti perentori i crampi  che mi hanno costretto a nuotare di sole braccia per quasi metà della distanza.

Luca Conti - Triathlon

Non c’era più nessun fattore tempo, non c’era più strategia, nessun pensiero se non chiudere la gara. L’obiettivo era arrivare.
I crampi non mi davano tregua, il dolore era lancinante e le contrazioni spesso mi impedivano di mantenere una posizione corretta in bici.
Avanti, #sempreatutta o quasi tutta, mancano solo 10 km di corsa.
Tutto sommato sono contento di aver fatto un altro passo verso il mio traguardo, un passo importante che mi ha fornito insegnamenti fondamentali per la condotta di gara e per la “condotta mentale”, soprattutto sono contento di non aver mollato e aver tagliato quel traguardo.

Oggi, si nuota (con la muta ovviamente).

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