Eccolo, ecco il traguardo!

Ero lì sulla riva del lago, immobile a scrutare l’orizzonte, nonostante il freddo che mi faceva tremare, nonostante l’influenza, nonostante la febbre passata da poche ore, nonostante i timori e le paure ero lì immobile ad “ammirare” il mio traguardo.

Una scarica di adrenalina mi ha attraversato la schiena ancora prima che l’acqua filtrasse dalla muta… A pochi secondi dal via ero già in mezzo alla mischia a lottare per il mio spazio. La mattanza questa volta non mi faceva paura, anzi, tutto quel ribollire contribuiva ad alimentare la mia voglia di arrivare. Le bracciate si susseguivano ed io, con la mente totalmente sgombra, avevo la sensazione di osservare il mio corpo muoversi nell’acqua.

Nonostante qualche fastidioso crampo a 500 mt dalla riva, sono uscito dalla T1 veloce e ho iniziato un percorso ciclistico a dir poco mozzafiato. Panorami incredibili, strade perfette, clima magnifico mi hanno accompagnato per tutti i 90 km.
Non riuscivo a smettere di guardarmi attorno estasiato, ero talmente preso e coinvolto dalla cornice che, a 10 km dalla T2, ero quasi dispiaciuto che fosse già finita.

Crampi, ancora crampi!
Uscito dalla zona cambio brillante con un bel passo ho affrontato i primi I primi 5 km volando. Poi il blocco.
Sulla prima salita del secondo giro i crampi si sono fatti più forti e decisi, tanto da bloccarmi completamente il movimento del polpaccio destro. Sono fermo, le fitte all’addome e al femorale, sono state così intense che mi sono accasciato a terra. Non avevo idea di quanto avrei resistito a quei dolori, sapevo solamente che dovevo correre ancora 16 Km, soprattutto era necessario farlo nel minor tempo possibile.


Luca Conti - Triathlon

Quello è stato il momento più difficile che ho dovuto affrontare: la testa mi diceva di proseguire, il corpo si rifiutava di farlo. Una sfida nella sfida, un traguardo da raggiungere prima di arrivare al traguardo finale. Ancora oggi, non so dove ho trovato le forze per rialzarmi, non so spiegarmi come sia riuscito a rimettermi in piedi, distendere i muscoli contratti e rimettermi a correre. So però che ricorderò a lungo ogni singolo passo di quella cavalcata finale, gli sguardi del pubblico, le smorfie degli altri concorrenti, le sensazioni vissute, sono state per me elementi preziosi da custodire per il futuro.

Eccolo, ecco il traguardo!
Stavo correndo su quel tappeto azzurro tra due ali di folla che mi incitava, urlava, cantava. Il rumore era assordante, il cuore sembrava scoppiarmi in gola, l’emozione era tale che persino il dolore era passato in secondo piano. Man mano che mi avvicinavo a quell’arco la sensazione di gioia cresceva in modo esponenziale. Poi, così come è iniziato, tutto si è consumato rapidamente tra i flash dei fotografi, la musica assordante, gli assistenti di gara che mi parlavano mentre io, commosso e dolorante, cercavo tra la gente uno sguardo famigliare.

Ora posso dirlo, ho vinto la mia sfida, anzi, le mie sfide!

Luca Conti - Ironman

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