Cinque ragazzi, qualche dollaro e il coast-to-coast da LA a NY

Agosto 2006, ricorre il mesiversario della semifinale Italia-Germania 2-0… Davanti agli occhi dei cinque turisti per caso, c’è ancora la prodezza balistica di Grosso… tutto lo stadio è in delirio: gente che urla, si spoglia e si strappa i capelli… nelle orecchie una voce: “Palla tagliata, messa fuori…c’è Pirlo, Pirlo… Ancora, Pirlo, di tacco… tiro! GOOOOL”… Mario si desta, apre gli occhi: il sudore cola copioso. C’è ancora l’olezzo della maglietta-talismano dei mondiali mai lavata… è un sogno, l’Italia è campione del mondo… un sogno. Caressa è lì, che gli urla nelle orecchie… dal cellulare N70. C’è qualcosa che non va… altro che Westfalen Stadion di Dortmund: lo scenario è molto più raccapricciante. Mario è sul letto, in piedi. Al suo fianco non ci sono le bionde tedesche, ma solo il suo amico Cutri, nella sua immensa beltade che esclama: “Mario… e che cazzo!”.

Che ci crediate o no, questo è lo scenario che si è ripetuto per tutte le mattine dei nostri giorni americani, durante il Coast-to-Coast da Los Angeles a New York. Un viaggio all’avventura fatto di fatica, di sveglie all’alba e di ore infinite in macchina, ma anche di giorni indimenticabili, come i paesaggi e le città che abbiamo attraversato. Cinque ragazzi, una valigia a testa, qualche dollaro, una Mazda MPV e tutto è pronto per iniziare.

Los Angeles, ore 6.20: Caressa ci sbatte giù dal letto e ci trasciniamo in macchina per affrontare, inconsapevoli del lungo calvario, la prima tappa del tour. Un rapido sguardo alla cartina e via che si parte.

Ore 7.00: la Mazda MPV imbocca la Highway 101 direzione Nord San Francisco, alla guida il solito Mario. Bollettino del traffico: H101 heavy traffic direction north. Animo in pace e cuore in mano, ci si avvia… Lasciata alle spalle la grande metropoli, accogliamo i lamenti dei cinque stomaci e optiamo per il breakfast. Menù leggero adatto per i lunghi viaggi: un tot di uova sbattute a testa, accompagnate da bacon, salsiccia e bistecca alta 5 cm di prima qualità, patate e pancake affogati nello sciroppo d’acero. Il tutto sempre e comunque annaffiato da litri di quella brodaglia nera che gli americani si ostinano a chiamare caffè… Comunque, un paio di rutti, tre o quattro sigarette e si riparte di gran carriera.

Il viaggio scorre lento (come i limiti di velocità imposti dal grande stato della California) e inesorabile… Cutri sonnecchia con un rivolo di bavetta che scende sul lato sinistro della bocca… Berto sta cercando di manomettere il lettore cd, fino a quando perde la pazienza e incastra con gentilezza il cd dei Sistem Of A Down. La dolce melodia heavy rock invade l’abitacolo e le nostre orecchie e, dopo qualche giorno sulla costa ovest, ci troviamo a percorrere le strade innevate dello Yosemite Park

…fino ad arrivare sulle strade infuocate della Death Valley.

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Poi ci sono state Las Vegas con tutte le sue luci…

…l’immensità del Grand Canion e della Monument Valley.

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Tutti gli stati centrali scorrono rapidamente tra la monotonia dei campi di grano del Kansas e le bistecche di prima qualità del Missouri, fino ad arrivare, finalmente, sulla East Coast per visitarne le città che abbiamo sempre visto solo in televisione. La prima è Washingthon

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…poi la città di Rocky, Philadelphia, per un tatuaggio commemorativo del nostro viaggio, e infine, per concludere la nostra avventura, la Grande Mela: New York!

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Viaggio: Los Angeles – New York
Mezzo: Auto
Distanza percorsa: 6000 Km circa

Un mese on the road dormendo in macchina o in cinque in una camera di motel con solo due letti. Ci siamo messi alla prova e siamo tornati in Italia stremati ma con una grande voglia di ricominciare. Prossima tappa: Argentina, da Buenos Aires alla Terra del Fuoco!

…questa volta un navigatore però ce lo portiamo!

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