Ice Swim. Si chiama “Antartica” la sfida estrema di Paolo Chiarino

Quando l’avventura chiama, Garmin risponde.
Che si tratti di sport, di outdoor, di montagna, ci piace pensare che i nostri strumenti aiutino le persone a raggiungere i loro obiettivi, a vincere le loro sfide, anche le più estreme.
Come quella che sta per affrontare Paolo Chiarino, che novembre parteciperà alla prima gara di ice swim in Antartide: un chilometro, senza muta, in acque la cui temperatura oscillerà tra gli zero gradi e i 2° sotto lo zero. Potevamo forse non sposare la sua causa? Certo che no. Al suo polso avrà un Garmin fenix5X.

Paolo Chiarino non è nuovo alle sfide estreme e nemmeno al nuoto in acque gelide. Si è avvicinato all’Ice Swim nel 2011 dopo una vita da sportivo.

Genovese di nascita, ha giocato a pallanuoto per 12 anni prima di passare al triathlon. Ha collezionato più di 100 gare, tra cui l’Ultraman Canada (10 km. nuoto + 420 km. bicicletta + 84 km piedi), il Trans Swiss triathlon (3,5km+225km+48km), gli Ironman di Zurigo e Lanzarote.
Poi si è concentrato sul nuoto di fondo: ha fatto, tra le altre, la traversata del Lago di Zurigo (26,4 km), dello Stretto di Catalina in California (33km), il Manhattan Island Marathon Swim (46 km) e il Tampa Bay Marathon swim (39 km).

“L’endurance però è un circolo vizioso – dice -: sei sempre alla ricerca di nuovi stimoli”.

Così, nel 2011, inizia a praticare il nuoto in acque gelide partecipando a varie edizioni dei Mondiali sia sui 450 che sui 1.000 metri. Ha nuotato a Tyumen in Siberia, a Murmansk nel Circolo Polare Artico con l’acqua a 0 gradi senza muta. Ha partecipato a diverse gare di Coppa del Mondo in Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania e Austria ed è stato ospite del Governo Argentino per una nuotata nel Perito Moreno in Patagonia.

Nel suo carnet ha anche l’Icemile, ovvero un miglio sotto i 5 gradi senza muta, e la traversata dello Stretto di Bering dalla Russia all’Alaska con una staffetta internazionale selezionata dalla Marina Militare Russa che ha fornito navi ed assistenza per la traversata. La traversata di 135 km, nuotata senza muta, con temperatura dell’acqua da 2 ad 8 è stata definita la più difficile mai tentata e riuscita nella storia.

Alzare ancora l’asticella sembrerebbe impossibile e invece Paolo ha già in calendario una nuova sfida, un altro sogno da realizzare: la partecipazione a una spedizione internazionale di nuotatori che affronteranno la distanza di 1.000 metri in Antartide, il prossimo novembre.
La temperatura dell’acqua sarà probabilmente di uno o due gradi sotto lo zero, ma non sarà l’unica criticità. A rendere ancora più complessa l’impresa, si aggiunge la presenza di fauna marina pericolosa e di correnti molto forti.

Lui ci sta mettendo tutto l’impegno che può, anche perché Paolo ha una famiglia e un lavoro a cui pensare prima di tutto. “Mi alzo alle 4.30 per essere alle 7 in piscina alla Canottieri Olona, poi vado al lavoro e durante il weekend cerco laghi freddi per allenare il corpo a sopportare le basse temperature. Per fare tutto questo, ovviamente, servono stimoli, motivazione. Serve un obiettivo ambizioso”.

“Quando si nuota sotto i 5°, ogni grado in meno significa nuotare in una condizione completamente diversa: da 4° a 3° è un altro mondo. La nuotata è ovviamente più lenta e più che il freddo, si avvertono come degli spilli, su tutto il corpo. Mani e piedi si congelano e quando si esce dall’acqua, e magari la temperature esterna è di 10°, ci sono delle procedure precise da seguire per riportare il fisico gradualmente alla temperatura giusta senza provocare shock termici al cuore. Ogni atleta comunque è costantemente monitorato e tutto è predisposto per qualsiasi evenienza, tra soccorsi, medici e sommozzatori. Insomma, non è una passeggiata e non bisogna improvvisare, ma i rischi sono calcolati”.

“La spedizione in Antartide sarà un altro tassello. Dovrò nuotare tra gli 0 e i -2° per circa 18-20’, un tempo lunghissimo, ve lo posso assicurare. Mi richiederà uno sforzo fisico non indifferente, ma in questi anni di sfide ho imparato che mente e fisico possono fare qualsiasi cosa, basta volerlo”.

Noi abbiamo deciso di aiutarlo, mettendogli a disposizione i nostri strumenti. Paolo ha sempre usato Garmin, “è stato il mio primo GPS e ho sempre utilizzato gli activity tracker Garmin come il vìvofit, ci ha confessato e dopo aver usato per molto tempo il fenix3, sia in gara che in allenamento, adesso al polso ha un fenix5X, che usa non solo per nuotare (il GPS gli è molto utile in acque libere, mentre in piscina il fenix5 lo aiuta a monitorare i parziali e contare le vasche) ma anche per correre gare di endurance nella neve.

Quando l’avventura chiama, Garmin c’è.

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