Prodotti: Garmin ASTRO® 320 (cod. 010-00976-00) e radio collare DC40™ (cod. 010-11484-00)
Milanofiori, 16 Ottobre 2012
Desideriamo con questo testo chiarire le motivazioni che ci hanno impedito di porre in vendita il prodotto ASTRO, ed al tempo stesso fare chiarezza in merito alle possibili conseguenze dell’uso di questo prodotto in Italia. Questa comunicazione rientra nell’ambito della politica di eticità commerciale e trasparenza verso i propri Rivenditori e Clienti, che da sempre guida le azioni della nostra Azienda.
Desideriamo quindi confermare che, da parte nostra, è stato fatto tutto il possibile per scavalcare gli ostacoli burocratici, e commercializzare il prodotto in Italia. Abbiamo infatti avviato a tale scopo numerosi contatti con funzionari di alto livello del Ministero dello Sviluppo Economico ormai dal lontano 2007.
La questione si pone (in un sintetico riassunto) in questi termini:
Ora, a fronte di quanto sopra enunciato (fatti facilmente deducibili da qualsiasi tecnico elettronico o perito in telecomunicazioni, semplicemente leggendo le specifiche tecniche del prodotto dal sito garmin.com e consultando la normativa vigente), constatando l’impossibilità di garantire la fornitura ai nostri Clienti di uno strumento facile e di pronto impiego, da sempre caratteristiche peculiari di ogni nostro prodotto, ci hanno forzato a rimandare per il momento la commercializzazione, in attesa che la situazione si modifichi in qualche modo.
Sebbene infatti il prodotto sia vendibile in Italia, il Ministero ci ha formalmente diffidato dal porre in commercio il prodotto senza l’apposizione di una etichetta, in cui dovranno essere ben evidenziate (citiamo testualmente) “le limitazioni d’utilizzo a cui l’apparecchiatura è sottoposta sul territorio italiano”, ossia l’impossibilità di usarlo in Italia e l’obbligatorietà della richiesta di licenza d’uso summenzionata, con pagamento del relativo diritto.
Ricordiamo inoltre che, trattandosi di uno strumento con potenza di 2 Watt, il campo di irradiazione della frequenza è molto ampio e può arrivare ad un’area con raggio di 20 chilometri, quindi le possibilità di generare delle interferenze alla rete del Ministero della Difesa sono elevate.
È fondamentale ricordare infine che l’utente che utilizza ASTRO in Italia (anche se acquistato all’estero), non commette soltanto un’infrazione amministrativa (passibile di ammenda e sequestro del prodotto) ma potrebbe compiere un atto avete rilevanza penale.
Tutto questo riguarda la possibilità di utilizzare il prodotto da parte di un privato. L’aspetto cambia invece radicalmente nel caso di un Rivenditore.
Un Rivenditore, infatti, se vende questi strumenti senza l’apposizione dell’etichetta richiesta dal Ministero, viola la normativa vigente ed è perseguibile, in quanto sta fornendo ai suoi clienti delle informazioni non complete. Inoltre, nel momento in cui ad un cliente che ha acquistato un ASTRO per tramite di un rivenditore italiano (che non lo ha adeguatamente informato mediante l’apposizione della summenzionata etichetta) dovesse venire contestata l’infrazione, la posizione del rivenditore sarebbe assai più difficile.
Terminiamo infine questa comunicazione consigliando a tutti i Clienti italiani, che intendessero acquistare il prodotto ASTRO per l’utilizzo all’estero, di acquistarlo direttamente nella Nazione in cui intendono utilizzarlo, tramite la rete di rivenditori Garmin di quella Nazione o tramite commercio elettronico. I prodotti ASTRO sono infatti leggermente differenti a seconda della Nazione in cui sono venduti, proprio a cause delle differenti normative nazionali, ed in alcuni casi già comprendono la licenza d’uso indispensabile in quella Nazione.
Crediamo a questo punto di aver fatto un quadro completo della situazione.
Garmin Italia S.p.A.